VENERDI’ – Mi alzo in anticipo e arrivo al Museo di Arte Moderna vicino Potsdam, in cui c’è lo zampino di Calatrava.
Alcune opere di Klee, Magritte, De Chirico, Ernst, Kandinsky, e un uccello di Brancusi.
Poi visitiamo il Museo al Chdck-Point Charlie, incentrato sul muro e soprattutto sulle fughe rocambolesche verso l’occidente, compreso il volo dell’angelo con carrucola.
Alla Tipografia del Terrore resiste un tratto di muro e a pochi metri riemergono i resti del Quartier Generale della Gestapo. All’aperto diversi pannelli illustrano gli anni bui della Germania dall’ascesa al potere di Hitler alla rinascita di Berlino con un ponte aereo da un aereo ogni 3 minuti.
Al Ristorante Sotto Sopra ci sentiamo a casa, con pasta come si deve e un caffè espresso bello compresso che anche Braccio di Ferro sarebbe rimasto on forze per tre giorni.
Museo ebraico, in cui dall’ingresso classico si accede al nuovo edificio a zig-zag tramite un corridoio sotterraneo. Al piano terra un giardino di 7×7 blocchi di cemento che fanno da vasi ad alberi di olivo nonchè creano un labirinto che disorienta l’equilibrio. Una torre è buia e vuota, con un solo spiraglio di luce dall’alto. Una sala vuota rimane vuota, per tutto quello che è andato perso e non si può ricostruire.
Le sale proseguono in maniera non lineare.
Pioggia, e l’arcobaleno copre Berlino, con anche un secondo impercettibile gemello.
Davanti la Porta di Brandeburgo si allestisce un palco probabilmente per domani.
Le steli nere formano un labirinto la cui uscita arriva senza voltarsi indietro.
Cena indiana a Bombay, a pochi metri dallo Sprea.
La metro di mezzanotte suona il clacson subito dopo ogni partenza!
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Ma ad Alexanderplatz non siete andati? E il “dente cariato” di Berlino l’avete visto? Il muro?